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I giovani educano i giovani

L’ educazione dei giovani fatta dai giovani per la promozione di competenze sociali

 

Premesso che

·         l’Unione Europea e l’Organizzazione Mondiale della Sanità hanno indicato l’educazione alle competenze sociali (life skills) come uno degli obiettivi prioritari delle nuove generazioni e da anni promuovono “programmi life skills” e progetti di educazione tra pari (peer education) come percorsi educativi efficaci in quanto questi favoriscono l’elaborazione di strategie d’intervento funzionali a prevenire il disagio all’interno e all’esterno dell’ambiente scolastico

·         l’Organizzazione Mondiale della Sanità individua come fondamentali le seguenti  competenze sociali (life skills):

-    problem solving: affrontare e risolvere in modo costruttivo i problemi quotidiani

-    pensiero critico e pensiero creativo: analizzare la situazione in modo analitico, esplorando le alternative e trovando soluzioni originali

-    comunicazione efficace: esprimersi in modo adeguato al contesto, all’interlocutore ed allo scopo utilizzando il linguaggio verbale, non verbale e paraverbale

-    esercitare l’ascolto: porsi in stato di ascolto attivo

-    empatia: riconoscere e condividere le emozioni altrui

-    efficacia personale: convinzione di poter organizzare e gestire una serie di azioni necessarie a fronteggiare nuove situazioni, prove e sfide

-    efficacia collettiva: sistema di credenze condivise da un gruppo circa la capacità di realizzare obiettivi comuni

·         l’ Unione Europea, nel 1997,  considerate le gravi problematiche vissute dai giovani in età scolare, ha promosso il “progetto Europeer” per diffondere la metodologia della educazione tra pari (peer education) con l’obiettivo di prevenire e rimuovere forme di disagio.

·         l’educazione alle competenze sociali (life skills) è “materia” che deve entrare nei processi di apprendimento in quanto è utile ed indispensabile alla prevenzione

-          della violenza nella scuola

-          del vandalismo dei giovani

-          dell’uso di droghe, tabacco, alcool

-          dell’individualismo esasperato “leader negativo”

·         l’educazione alle competenze sociali (life skills) rappresenta il riconoscimento del diritto – dovere dei giovani ad assumere la responsabilità delle proprie azioni, delle proprie scelte, del proprio percorso formativo e del diritto – dovere di intraprendere azioni positive per sé promuovendo azioni sociali costruttive ed efficaci.

·         educare significa estendere concretamente i processi democratici dalle istituzioni al singolo individuo affinché sappia compiere scelte consapevoli  e sappia progettare la sua vita anche come contributo al benessere sociale.

·         uno degli obiettivi fondamentali dell’educazione formale è quello di fornire agli studenti i mezzi intellettuali, le convinzioni di efficacia e la motivazione intrinseca necessari per continuare a educare se stessi lungo tutto l’arco della propria vita.

·         le persone hanno la facoltà di determinare il proprio funzionamento sociale attraverso meccanismi di autoregolazione, tra i quali il più importante è il senso di autoefficacia che permette all’individuo di farsi “agente” della propria vita.

·         Il senso di autoefficacia è la convinzione che le proprie capacità siano adeguate a gestire le situazioni per raggiungere gli obiettivi prefissati.

·         l’ utilizzo della metodologia della educazione tra pari (peer education[1]) permette più efficacemente di perseguire e promuovere le competenze sociali (life skills), come da tempo sottolineano le indicazioni provenienti dall’U.E. che dal 1997 ha promosso il progetto Europeer

 

Ne consegue che

·         è necessario predisporre interventi formativi finalizzati a promuovere l’autoefficacia e l’efficacia collettiva, le cosiddette life skills, quali:

-                il senso di responsabilità

-                il rispetto delle regole, degli ambienti, delle cose proprie ed altrui

-                il rispetto di sé e dell’altro

-                l’assunzione di ruoli

-                il rispetto degli impegni presi

-                l’autonomia

-                l’autostima

-                il saper comunicare con gli altri

-                il gestire i contrasti

-                il gestire le frustrazioni

·         è necessario progettare azioni formative che rendano visibile la scelta di porre al centro i ragazzi e che utilizzino strategie che li rendano effettivamente responsabili e propositivi già nella realizzazione delle azioni stesse, utilizzando la metodologia dell’educazione tra pari (peer education)

 

Il progetto

“I giovani educano i giovani”

I punti nodali delle motivazioni progettuali:

1) Il gruppo di pari come risorsa é il perno, nonché il senso del progetto e delle finalità che lo stesso persegue, in quanto si è convinti che il gruppo di pari costituisce il luogo:

-                delle relazioni significative e del sostegno alle fasi di crescita, diventando esso stesso strumento di crescita e di sperimentazione

-                del rispecchiamento in cui è possibile sviluppare ed esercitare la capacità empatica

2) L’educazione tra pari (peer education), come strategia capace di valorizzare il gruppo classe e di trasformalo in una risorsa su cui investire, offre la possibilità di perseguire obiettivi formativi finalizzati:

-                all’ assunzione di impegno

-                al senso di responsabilità

-                all’autoefficacia

 

Per il successo del progetto “i giovani educano i giovani” è importante

-          definire obiettivi precisi e circostanziati che permettano un’azione ben definita e di enucleare indicatori e criteri di valutazione precisi che permettano di misurare l’efficacia dei processi;

-          che l’obiettivo prescelto sia condiviso e considerato efficace per il raggiungimento del benessere individuale e collettivo;

-          che gli adulti non impongano i loro propri punti di vista ma assumano il ruolo di facilitatori e siano delle presenze competenti a cui rivolgersi con fiducia perché capaci di ascolto senza pregiudizi;

-          che il modello del progetto sia un insieme di azioni dinamiche e flessibili in grado di adattarsi e modificarsi in rapporto all’evoluzione delle dinamiche relazionali, agli esiti della valutazione in itinere e secondo i suggerimenti dei peer educator;

-          che il controllo dei docenti tutor si attenui progressivamente fino a far acquisire autonomia ai peer educator nell’ambito del percorso e delle attività concordate.

 

Fasi progettuali

 

I^ Fase: I Docenti – formatori formano i peer educator

Destinatari: alunni classi IV e V ( volontari)

Figura professionale coinvolta:  Docenti (incaricati  dal DS )

Azioni: formazione

Obiettivi: formazione dei Studenti nel ruolo di educatori (peer educator) relativamente al:

-          progetto e sue finalità

-          condivisione linee progettuali

-          assunzione di compiti e funzioni

-          assunzione di ruolo e allo sviluppo personale dello studente nel ruolo di educatore (peer educator)

Tempi: 3 sessioni di 3 ore l’una

Nella prima sessione i docenti formatori

1.  informeranno gli studenti

-          del progetto e sulle finalità che lo stesso persegue

-          del ruolo a loro assegnato

-          delle competenze che dovranno possedere

-          delle responsabilità che il ruolo richiede

2. individueranno e condivideranno con gli studenti

-          scelte

-          criteri

-          modalità

per il successo del progetto

Nella seconda sessione i docenti, nel ruolo di tutor, seguiranno gli studenti

-          nella scelta dei criteri per la selezione degli studenti da addestrare

-          nella scelta delle modalità per la realizzazione del progetto

-          individueranno i punti nodali del progetto

-          stenderanno il progetto utilizzando la procedura prevista per la qualità

Nella terza sessione i tutor e gli studenti – educatori sottoporranno

-          a verifica le scelte effettuate

-          a riesame la progettazione

-          a validare quanto progettato

-          stabilire tempi e modalità di azione

Modalità formative: brainstorming; simulazioni; focus group; fase di progettazione

Modalità di valutazione: osservazione dei processi; simulazione azioni

 

II^ Fase: Il gruppo di pari – studenti formati (peer educator) incontrano i rappresentanti di classe

Destinatari: rappresentanti di classe

Figura professionale coinvolta: Peer educator

Azione: formazione

Obiettivi: formazione, selezione e addestramento di altri soggetti al fine di

-          garantire che il progetto assuma importanza e sia gestito dai giovani per i giovani

-          promuovere il senso di appartenenza

-          promuovere la responsabilità individuale e collettiva

-          condividere, rispettare e far rispettare impegni, regole di comportamento individuali e collettive

funzionali al rispetto del sé, dell’altro, degli ambienti, delle cose proprie ed altrui

Modalità formative: lezione/discussione; Brainstorming; gruppi di lavoro

Modalità di valutazione: osservazione dei processi con l’utilizzo di una scheda di osservazione predisposta

Tempi: 2 sessioni di 2 h ciascuno

 

III^ Fase: I rappresentanti di classe informano e condividono con il gruppo classe gli impegni assunti

Destinatari: Il gruppo classe

Figura coinvolta: I rappresentanti di classe

Obiettivi:

-          responsabilizzare il comportamento dei singoli

-          facilitare lo scambio relazionale

-          individuare forme di “controllo” al fine di garantire il successo del progetto

-          condividere azioni, compiti, ruoli e funzioni

Modalità formative: lezione/discussione

Modalità di valutazione: osservazione dei processi con l’utilizzo di una scheda di osservazione predisposta

 

IV^ Fase – I Peer educator, i rappresentanti di classe incontrano i tutor ( docenti che hanno svolto il ruolo di formatori)

Destinatari: Tutor

Figura professionale coinvolta: Peer educator e i rappresentanti di classe

Obiettivi: discutere e condividere

-          gli impegni presi

-          gli ostacoli incontrati

-          le azioni di fronteggiamento intraprese

-          le azioni da intraprendere

 

V^ Fase: I peer educator, i tutor incontrano il DS

Destinatari: DS

Figura professionale coinvolta: I peer educator

Obiettivi:

-          relazionare i risultati

-          evidenziare le problematiche emerse

-          trovare soluzioni

-          rivedere le strategie d’intervento intraprese

-          individuare strategie d’intervento funzionale a promuovere il rispetto di sé, dell’altro, degli ambienti, delle cose proprie ed altrui

-          individuare forme e modalità volte a gratificare e a valorizzare i comportamenti positivi

 

La presente bozza ha la funzione di canovaccio su cui riflettere e lavorare e non é “Il progetto” definitivo, in quanto le fasi presentano indicazioni a carattere generico e i tempi indicati potrebbero non essere sufficienti se si pensa, così come dovrebbe essere, ad una formazione( rivolta agli studenti che dovranno assumere il ruolo di educatori) finalizzata a formare competenze

-          relazionali

-          di progettazione

-          di conduzione d’aula

-          di utilizzo di alcune metodologie

Attraverso

sessioni di simulazione, studio di casi e problem solving

tempi prolungati (seminario per es.)

Prof. Viccaro Carmela


 

[1] La metodologia nota come “peer education” è una strategia  educativa in base alla quale alcuni membri di un gruppo vengono responsabilizzati, formati e reinseriti nel proprio gruppo di appartenenza per realizzare precise attività con i propri coetanei. Utilizzando questo metodo si implementa la comunicazione mirata fra coetaneo e coetaneo che nasce dall’incontro tra le dinamiche relazionali spontanee e l’azione educativa dei coetanei opportunamente formati. L’educazione tra pari (la peer education)

-          promuove l’instaurarsi di un rapporto di educazione reciproca

-          riduce la differenza fra sé e gli altri mediante relazioni dirette e l’uso di un linguaggio comune

-          sviluppa il senso di appartenenza

La peer education propone, inoltre, un’alternativa all’idea di autorevolezza del professionista ed è caratterizzata da un tipo di apprendimento che risulta contemporaneamente interattivo e partecipativo.