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Ricerca-intervento sulla dispersione scolastica (MPI-CIRSES)

Ricerca-intervento sulla dispersione scolastica (MPI-CIRSES)

Fase II a.s. 2001/2002 gli interventi delle scuole

Rapporto definitivo

  • Sommario

  • Il contesto della ricerca-intervento 

  • Le esperienze della scuola

  • Il nuovo progetto di intervento&;

  • Il modello operativo;

  • I risultati dell'intervento

  • Le ipotesi di lavoro

  • Indice Allegati

  • Sommario

    Il documento è il rapporto definitivo relativo alle attività di ricerca-intervento svolte su incarico dell’Ispettorato  per l’Educazione Fisica e Sportiva (Decreto Ministeriale del 31.01.2001) sulla dispersione scolastica (II fase – gli interventi finalizzati al recupero) in collaborazione con il CIRSES.

    Il lavoro illustra l’interpretazione del fenomeno della dispersione scolastica data dall’IPSIA di Frosinone e, a partire dalla motivazione individuata, descrive gli strumenti utilizzati per l’analisi degli esiti scolastici ed in particolare degli abbandoni e degli insuccessi, i metodi utilizzati per determinare le dimensioni quantitative della dispersione, per controllarne l’evoluzione e per fornire un indicatore dell’efficacia degli interventi nel tempo, espone le linee progettuali, gli interventi programmati con l’indicazione delle metodologie seguite e le attività svolte fino a dicembre 2001, illustra i risultati ottenuti e una valutazione non definitiva del progetto attuato.

    Il contesto della ricerca-intervento

    Il contesto organizzativo e didattico nel quale operano gli insegnanti dell'PSIA “G.Galilei” di Frosinone è piuttosto complesso. Per comprendere  pienamente le problematiche e le conseguenti scelte organizzative e didattiche effettuate dalla scuola è necessario descrivere sinteticamente alcuni aspetti che hanno caratterizzato la scuola negli ultimi quattro anni. L’IPSIA “G.Galilei” ha organizzato e gestito la propria offerta formativa in contesti che sono continuamente cambiati. Attualmente la scuola ha 4 sedi scolastiche distribuite nel comune di Frosinone (3 sedi) e nel comune di Ceccano (1 sede distante circa 10 km dalla sede centrale in Frosinone), è frequentato da 768 alunni, provenienti da 29 comuni diversi, suddivisi  in 38 classi, delle quali 2 articolate, circa 110 docenti e 49 ATA.  Sono funzionanti gli indirizzi meccanico, termico, elettrico, telecomunicazioni e chimico biologico. Dal 1 settembre 2000, per effetto del dimensionamento, ha perso 2 altre sedi con 16 classi ubicate nel comune di Alatri. Quattro anni fa l’IPSIA aveva quasi 1200 alunni in 60 classi e due altre sedi: una nel comune di Ceprano (a oltre 30 Km  da Frosinone) e una quarta sede nel comune di Frosinone. Negli anni, quindi, ha subito continue trasformazioni con i necessari cambiamenti degli assetti organizzativi e gestionali e il relativo impegno nel gestire la sistemazione di beni, attrezzature, dotazioni didattiche e impianti tecnologici e nel trasferire informazioni relative a personale ed alunni. Per quanto riguarda i docenti è importante evidenziare che è stata notevole la mobilità e rilevante la percentuale di quelli con contratto di lavoro a tempo determinato; fra il personale ATA collaboratore scolastico altrettanto rilevante è stato il numero dei lavoratori precari. Nell’anno scolastico 2001/2002 la situazione è notevolmente mutata con una presenza di docenti a tempo determinato ridotto e significativo solo fra gli insegnanti di sostegno.

    Queste caratteristiche della scuola hanno costituito un riferimento da tener sempre presente nella definizione dei percorsi per l’attuazione degli interventi didattici. Nel contesto descritto hanno avuto molta importanza la scelta e la gestione dei  mezzi e delle modalità di trasmissione delle informazioni, l’assunzione e la condivisione delle scelte metodologico didattiche ed organizzative, l’ampiezza e la consapevolezza della partecipazione, la collocazione e l’uso delle risorse.

    Un altro elemento che ha caratterizzato l’organizzazione didattica sul versante delle risorse professionali è dato dalla sperimentazione dell’Organico Funzionale d’Istituto in attuazione nella scuola dall’a.s. 1999/2000 che ha reso disponibile una quota di organico aggiuntivo utilizzabile per la realizzazione del POF.

    L’IPSIA di Frosinone ha avviato la sperimentazione dell’autonomia dall’a.s.1998/1999 sulla base di un progetto che ha fatto da riferimento fondamentale per la definizione dei POF degli anni scolastici 1999/2000, 2000/2001 e 2001/2002. La riduzione della dispersione è stata la finalità principale e prioritaria indicata nel POF. L’analisi delle caratteristiche degli alunni che si iscrivono all’IPSIA è stato riconosciuta, con convincimento crescente, come determinante per la progettazione degli interventi e per la programmazione didattica.

    Gli esiti scolastici sono stati monitorati dal 1997/98 con continuità. I dati indicati di seguito sono relativi all’anno 2000/2001 (Allegato 1). Rispetto al numero di iscritti di febbraio 2000, frequentanti la III media, 18 alunni sono stati respinti agli esami pari al 9,2% del totale. Dei 283 iscritti a settembre, alla classe prima, il 25,8% è stato costituito da ripetenti (73), dell’IPSIA stesso (21,2%) e di altre scuole (4,6%).

    Di questi 283 alunni, nel corso dell’anno, 39 alunni (13,8%) hanno modificato la loro scelta ed in particolare: 25 hanno cambiato scuola, 10 sono passati alla Formazione Professionale, 2 sono stati assunti con contratto di apprendistato e 2 hanno abbandonato senza seguire altri percorsi formativi. E’ interessante rilevare che dei 25 alunni che hanno cambiato scuola nel corso dell’anno 17 alunni erano in regola con i percorsi scolastici (nati 1986), 5 in ritardo di un anno (nati 1985) e 3 in ritardo di due anni (nati 1984). Tutti gli alunni passati alla Formazione Professionale erano in ritardo, 9 di un anno e 1 di tre anni, al sistema dell’apprendistato sono passati 2 alunni del 1985. Hanno abbandonato un alunno del 1984 (due anni di ritardo) e uno del 1983 (tre anni di ritardo).

    La percentuale di alunni iscritti al primo anno non più in obbligo scolastico e, quindi, con ritardi, nell’IPSIA “G.Galilei” è stata, nell’a.s. 2000/2001, pari al 52,5 %. Più della metà degli alunni, nelle classi prime, è stato respinto uno o più volte.  I dati per indirizzo vedono salire, fino al 56 %, nelle classi nell’indirizzo meccanico, la percentuale di alunni con precedenti esperienze di insuccessi scolastici. Di gran lunga superiore la percentuale di alunni in regola con i percorsi scolastici per l’indirizzo chimico biologico (75,9 %).

    Un altro dato significativo è la distribuzione dei giudizi riportati al termine della scuola media dagli alunni dell'IPSIA nell'a.s. 2000/2001. Il 90,1 % degli alunni è stato promosso con giudizio sufficiente, l'8,1 % con giudizio buono, l'1,1 % con giudizio distinto, lo 0,7 % con giudizio ottimo (la percentuale degli alunni della scuola media in Italia che superano l’esame con il giudizio di “sufficiente” è pari al 49%).

    Rispetto ai 244 alunni che hanno mantenuto l'iscrizione alle classi prime, 141 sono stati ammessi alla classe successiva (57,8 %), 51 non sono stati ammessi alla classe successiva (20,9 %) e 51 non sono stati scrutinati per l'elevato numero di assenze (20,9 %) e quindi di fatto vanno considerati come abbandoni. Per 1 alunno è stata sospesa la valutazione perché assente nella parte terminale dell'anno scolastico per motivi di salute. E' significativa la distribuzione dei risultati rispetto alla situazione in relazione all'obbligo, scolastico, formativo e non obbligo. Dei 141 ammessi alla classe successiva (57,8 % del totale degli alunni che non hanno abbandonato formalmente la scuola cambiando percorso) 85 erano in obbligo scolastico (60,3 %), 43 erano in obbligo formativo (30,5 %) e 13 non erano in obbligo (9,2 %). Dei 51 non ammessi alla classe successiva (20,9 % del totale degli alunni che non hanno abbandonato formalmente la scuola cambiando percorso) 22 erano in obbligo scolastico (43,1  %), 21 erano in obbligo formativo (41,2 %) e 8 non erano in obbligo (15,7 %).    Dei  51 non scrutinati (20,9 % del totale degli alunni che non hanno abbandonato formalmente la scuola cambiando percorso) 11 erano in obbligo scolastico (21,5 %),  14  erano  in obbligo formativo (27,5 %) e 26 non erano in obbligo (51 %).

    L'analisi dei risultati rispetto alla situazione relativa all'obbligo mostra che dei 118 alunni in obbligo scolastico il 72% è stato ammesso alla classe successiva, il 19% è stato non ammesso e il 9% si è ritirato. Dei 78 alunni in obbligo formativo il 55% è stato ammesso alla classe successiva, il 27% è stato non ammesso e il 18% si è ritirato. Dei 47 alunni fuori sia dall'obbligo scolastico che da quello formativo il 13% è stato ammesso alla classe successiva, il 17% è stato non ammesso e il 55% si è ritirato. I dati mostrano con forte evidenza quale sia il rapporto fra i ritardi e gli esiti scolastici. Va rilevato anche come nonostante i ritardi un percentuale non irrilevante di alunni anche con più di un anno di ritardo prosegua i percorsi scolastici con possibilità di successo.

    Gli esiti scolastici dell'ultimo quadriennio registrano un’elevata percentuale di insuccessi, superiore al 30% medio con percentuali intorno al 40% nelle classi iniziali (prime e quarte) e si mantengono alte nelle classi terminali (intorno al 30% nelle terze e al 15% nelle quinte). Anche nelle classi seconde gli insuccessi si attestano intorno al 30%. Negli insuccessi sono compresi anche gli abbandoni: nelle classi prime intorno al 20% e del 5% sia nelle classi terze sia nelle classi quinte. I dati si riferiscono agli anni scolastici 1997/1998, 1998/1999, 1999/2000 e 2000/2001. (Allegato 1- Tabelle)

    I dati relativi alle promozioni con debito scolastico e ai corsi di recupero attivati negli ultimi tre anni (Allegato 2) e l’analisi dei loro esiti, effettuata ogni anno, mostrano come gli insuccessi scolastici siano determinati in misura consistente dai risultati ottenuti in alcune delle materie della area comune: matematica, italiano, inglese, scienze e fisica; nelle discipline che costituiscono le basi necessarie per i successivi apprendimenti e che richiedono il possesso di alcuni prerequisiti rispetto ai quali la maggioranza degli alunni mostrano di possedere carenze molto ampie. Tali dati, emersi dalle indagini effettuate, hanno contribuito non solo a fornire elementi di interpretazione del complesso fenomeno della dispersione e delle cause che maggiormente incidono sugli insuccessi, ma hanno determinato la necessità di individuare strategie e strumenti per ridurre il rischio di dispersione intervenendo sui prerequisiti.

    Rispetto al fenomeno della dispersione un elemento significativo è rappresentato dall'orientamento del corpo docente della scuola interrogato attraverso un questionario ricavato dal monitoraggio della BDP sull'attuazione dell'autonomia, (hanno risposto 78 docenti dell’IPSIA “G.Galilei” che potevano indicare al massimo 3 affermazioni). (Allegato 3) I dati, significativi per l’ampiezza del campione, danno, anche se in parte e con la dovuta cautela, alcune indicazioni sulla percezione e sulla interpretazione del fenomeno della dispersione scolastica da parte dei docenti dell'IPSIA “G.Galilei”.  Solo il 19% dei docenti ritiene che la sperimentazione dell’autonomia debba avere come principale obiettivo la riduzione dei fenomeni di insuccesso scolastico. Questo nonostante il Collegio dei docenti abbia formalmente deliberato, fin dal 1998, un progetto di sperimentazione che esplicitamente individuava tale obiettivo come il principale. La risposta a questa apparente contraddizione sta nell’essere stata indicata in maggior percentuale (38%) la demotivazione degli studenti come principale problema da risolvere. Pare cioè che i docenti non sottovalutino la dispersione scolastica ma ritengano che questa coincida con l’assenza di un'adeguata motivazione allo studio negli studenti. Ciò mostra come i risultati negativi degli studenti vengano dai docenti prioritariamente attribuiti alla carenza di motivazione allo studio ed al loro scarso impegno. Non viene cioè assunta la centralità del processo di insegnamento/apprendimento nella determinazione degli esiti, attribuendo invece importanza decisiva ad una variabile che andrebbe considerata come parte delle condizioni di partenza e come obiettivo da conseguire in esito agli interventi programmati e svolti.

    I dati sull'insuccesso precedentemente richiamati mostrano come le caratteristiche degli alunni dell’IPSIA siano tali da dover richiedere una progettazione didattica che affronti il complesso problema dell’insuccesso escludendo l’utilizzo della mancanza di motivazione degli studenti a giustificazione degli esiti e considerando la forte incidenza negativa degli insuccessi precedenti sulla motivazione e sulle aspettative degli alunni.

    L’IPSIA “G.Galilei” di Frosinone ha scelto quindi di affrontare il problema della dispersione individuando, fra le diverse motivazioni che contribuiscono all’insuccesso scolastico ed agli abbandoni, quelle di ordine cognitivo e metacognitivo che hanno la caratteristica di consentire un intervento da parte della scuola. Sono state per questo escluse le motivazioni riferibili alle condizioni familiari, sociali od economiche sulle quali non è invece possibile alcun intervento efficace da parte della scuola.

    Il progetto di intervento si ricollega e utilizza le esperienze che la scuola ha realizzato negli ultimi due anni per contrastare il fenomeno della dispersione e per favorire il successo scolastico e descrive le linee di sperimentazione di un intervento finalizzato al recupero di condizioni di partenza adeguate ai compiti che saranno richiesti nel primo biennio dei corsi di studio.

    Per raggiungere l’obiettivo della riduzione degli abbandoni e dell’insuccesso scolastico, indicato nel Piano dell’Offerta Formativa, la scuola ha impiegato le maggiori risorse per:

    • Effettuare indagini sulla situazione di partenza

    • Effettuare indagini sui risultati e sui percorsi scolastici

    • Progettare e realizzare interventi didattici finalizzati a modificare le condizioni di ingresso

    • Progettare e realizzare interventi didattici finalizzati a sostenere gli alunni che intendono proseguire gli studi

    Per raggiungere l'obiettivo dell'incremento del successo formativo e dare l'opportunità, a tutti gli alunni, di poter seguire un percorso di istruzione o di formazione coerente al proprio progetto di vita, indicato nel Piano dell’Offerta Formativa, la scuola ha impiegato risorse per:

    • Progettare e realizzare interventi didattici finalizzati a favorire il riorientamento degli alunni interessati a seguire altri percorsi formativi

    Nel documento sono successivamente richiamate e precisate, in modo sintetico e con le modifiche progettate in relazione alla valutazione effettuata, le attività, che già da anni sono realizzate nella scuola relativamente al monitoraggio degli esiti scolastici e degli alunni ed alla fase di accoglienza di inizio d'anno. E' in seguito descritto il progetto di ricerca-intervento realizzato all'inizio dell’anno scolastico 2001/2002 e riguardante le attività svolte nella parte iniziale dell'anno scolastico con modalità di intervento ed obiettivi specificamente definiti. E' poi descritto e motivato il modello operativo utilizzato, sono indicati i criteri di riferimento e le fasi di attuazione con le attività programmate per la rimanente parte dell’a.s. relativamente alle tre classi nelle quali si è attuata la sperimentazione di un intervento didattico. Sono infine riportati i risultati dell’intervento ed una prima valutazione sull’evoluzione del progetto e la partecipazione dei docenti. Le conclusioni riportano le ipotesi di lavoro per l’a.s. in corso e per il prossimo nonché le considerazioni del gruppo di lavoro che ha curato le attività.

      

    Le esperienze della scuola

     Relativamente all'analisi della situazione sono in corso le seguenti attività di rilevazione di dati con l'uso di software specifico in gran parte prodotto dalla scuola stessa:

    1. Analisi dei risultati scolastici: dati di stock (analisi sincronica) (Allegato 1) e di flusso (analisi diacronica) (programma S.A.RI.SCO. (Software per l'Analisi dei Percorsi Scolastici)- elaborazione in corso)

    2. Analisi delle promozioni con debito e esiti delle prove di estinzione del debito (Allegato 2)

    3. Analisi delle condizioni di ingresso

    • ripetenze precedenti

    • profili di ingresso: provenienza territoriale e di scuola (Allegato 4),  curriculum precedente (ricavato dai fogli notizie), situazione familiare rispetto ai titoli di studio e lavorative, situazione di handicap, prerequisiti cognitivi ecomportamentali, (scheda di raccordo Allegati 5 e 5 bis (a.s. 2000/2001) e Allegati 6 e 6 bis (a.s. 2001/2002))

        d.      Analisi dell'adattamento alle condizioni di apprendimento

    • Comportamento (frequenza e ritardi, note e provvedimenti disciplinari, conversione dei provvedimenti a vantaggio     della comunità scolastica)

    • Partecipazione ai viaggi ed alle attività inserite nella programmazione curricolare

    • Partecipazione alle attività sportive

    • Partecipazione alle attività pomeridiane elettive

    • Partecipazione agli interventi integrativi

    • Partecipazione alle attività finalizzate alla acquisizione di specifiche competenze professionali

    • Partecipazione alle attività degli studenti (assemblee di classe, di istituto, apertura pomeridiana della scuola)

    • Partecipazione alle attività di individualizzazione

    • Utilizzo del CIC

    È in corso di predisposizione una scheda individuale mentre sono oggetto di valutazione i dati complessivi relativi alla partecipazione degli alunni alle attività.

       e.  Analisi degli esiti degli interventi integrativi: corsi di recupero svolti nella pausa didattica, nel corso dell'anno, prima dell'inizio  del  nuovo anno scolastico, per gli alunni con debito formativo    

        f. Confronto dei dati di stock e di flusso:

    • per indirizzo

    • per anni di corso

       g. Predisposizione di ipotesi di interpretazione delle variazioni dei dati sulla dispersione in relazione alle attività di recupero svolte.

     

    La valutazione dei dati e del loro uso ha evidenziato la necessità di definire procedure, modalità e percorsi di diffusione al fine della loro piena utilizzazione nella programmazione didattica, nei processi di individualizzazione degli interventi, nei rapporti con gli studenti e le famiglie. Una ipotesi di lavoro è la costituzione di un archivio che consenta il deposito dei dati individuali e la loro gestione secondo le principali esigenze (secondo le classi, le leve di età, la provenienza di scuola e di residenza, gli indirizzi, le sedi, ecc.) e l'individuazione dei soggetti (principalmente i docenti coordinatori di classe) ai quali devono essere destinate le informazioni nella loro globalità e di quelli ai quali devono essere indirizzate sintesi progettate in relazione alle esigenze più significative per il lavoro didattico.

    Al fine di dare coerenza alla fase di accoglienza rispetto ai risultati dell'analisi sui risultati scolastici ed alla loro interpretazione, è stato predisposto il progetto Accoglienza.

    Il progetto “Accoglienza 2001/2002” ha in sé una visione pedagogica complessa e articolata, non mira solo ad accogliere gli studenti ed a portarli a conoscenza della nuova realtà scolastica, promovendo relazioni positive con i diversi interlocutori (alunni, docenti, etc.), ma vuole essere un punto nodale di tutto un percorso formativo, percorso che trova la sua giustificazione nella nuova normativa riguardante l’innalzamento dell’obbligo (comma 3 art. 1) della legge 20 Gennaio 1999 n. 9 e l'introduzione dell'obbligo formativo art.68 della legge 17 maggio 1999 n. 144.

    Il progetto "Accoglienza 2001/2002" ha come obiettivi:

    • Motivare gli allievi ed orientarli nel nuovo itinerario di studi.

    • Verificare la coerenza tra l’indirizzo scelto e le potenzialità e le attitudini individuali al fine di confermare e rafforzare le scelte  effettuate o di individuare possibili percorsi formativi.

    • Sostenere sul piano didattico gli allievi intenzionati a passare ad altra scuola.

    • Promuovere condizioni favorevoli al pieno sviluppo delle potenzialità educative degli alunni la cui integrazione, per ragioni culturali, sociali e linguistiche, presenta particolari difficoltà.

    • Realizzare percorsi mirati per allievi orientati ad uscire dal sistema scolastico.

    • Fornire, attraverso griglie di osservazione e valutazioni di competenze, indicazioni al consiglio di classe per la programmazione didattica.

     

    Conseguentemente, il progetto Accoglienza 2001, in continuità con le esperienze degli anni precedenti, ha posto come indispensabili gli obbiettivi riguardanti:

    • la conoscenza degli ambienti.

    • la conoscenza dei regolamenti.

    • la socializzazione.

    e soprattutto ha ritenuto fondamentale e prioritario individuare, per tempo, la situazione di ogni singolo discente che accede nella nuova realtà scolastica, sul piano cognitivo e metacognitivo, per poter definire, con completezza di elementi, la situazione del gruppo classe e avviare:

    • Percorsi formativi individualizzanti.

    • Iniziative di sostegno.

    • Moduli, da inserire nella programmazione, volti al recupero ed al consolidamento delle abilità trasversali e disciplinari.

    • Moduli di arricchimento (anche multidisciplinari da definire in sede di consiglio di classe).

    • Interventi di orientamento e/o riorientamento.

    Il progetto su indicato è stato articolato in più fasi ognuna delle quali con propri contenuti, propri tempi ed obiettivi specifici.

    1° Fase – La scuola si presenta ai genitori

    2° Fase – L’alunno e le sue conoscenze e competenze.

    3° Fase – L’alunno e la sua storia.

    4° Fase – Esami dei questionari. Rilevamento dati. Tabulazione degli stessi.

     

    Il seguente progetto è stato realizzato nei 3 giorni precedenti l'inizio delle lezioni delle altre classi. E' stato anticipato l'inizio della scuola per tutte le classi prime al giorno 14 settembre.

    1° Fase – La scuola si presenta ai genitori

    13 settembre 2001

    Tempi: ore 8:30 / 12:30 

    Destinatari =genitori

    Realizzatori

    • docenti  del gruppo Accoglienza

    Finalità    

    • favorire la socializzazione

    • favorire la conoscenza della scuola quale soggetto istituzionale

    • favorire la conoscenza sulla nuova normativa riguardante  l’innalzamento dell’obbligo

    Obiettivi  

    • promuovere la conoscenza

      • della sede scolastica

      • dei regolamenti

      • del P.O.F. e relativi progetti

      • della nuova normativa relativa all’innalzamento dell’obbligo e all’introduzione dell’obbligo formativo

    Contenuti        

    • P.O.F.

    • normativa interna

    • consegna libretti

    Fasi destinate agli alunni

    1° Fase – La scuola si presenta agli alunni

    14 settembre 2001

    Tempi: ore 8:30 / 12:30 

    Destinatari 

    •  alunni

    Realizzatori 

    •  docenti Accoglienza

    Finalità  

    •  favorire la socializzazione.

    •  creare condizioni per motivare lo studente verso la scelta del proprio percorso formativo

    •  favorire la conoscenza della scuola quale soggetto istituzionale.

    •  favorire la conoscenza sulla nuova normativa riguardante  l’innalzamento dell’obbligo

    Obiettivi  

    •  promuovere la conoscenza

      • della propria sede scolastica

      • dei regolamenti interni e dei diritti e doveri degli studenti

      • del P.O.F. e relativi progetti

      • della nuova normativa relativa all’innalzamento dell’obbligo e all’introduzione dell’obbligo formativo

      • delle discipline oggetto di studio e relativo monte ore

      • delle passerelle

      • delle possibilità di passaggio al sistema della formazione professionale

    Contenuti                

    • P.O.F.

    • normativa

    • regolamenti

    • statuto delle studentesse e degli studenti

    • quadro orario

    • obbligo scolastico e obbligo formativo

    Strumenti

    •  schede di informazione

    •  lavagna luminosa.

    2° Fase – L’alunno e le sue conoscenze e competenze.

    15 settembre 2001

    Tempi: ore 8:30 / 12:30 

    Destinatari  

    •  alunni

    Realizzatori   

    • docenti Accoglienza ed alcuni docenti del Consiglio di classe

    Finalità     

    • promuovere la socializzazione

    Obiettivi     

    • conoscere e costruire:l

      • la propria storia e appropriarsene

      • riconoscere in modo autonomo le difficoltà e le aspettative rispetto al ruolo di studenti

    Contenuti    

    • comprensione testuale

    • test linguistico - espressivi

    • esperienza di laboratorio.

    Strumenti

    • schede di informazione

    • lavagna luminosa

    • strumentazione di laboratorio

    3° Fase – L’alunno e la sua storia.

    17 settembre 2001

    Tempi: ore 8:30 / 12:30 

    Destinatari  

    • alunni

    Realizzatori 

    • docenti Commissione accoglienza, alcuni docenti del C.d.c.

    Finalità

    •  promuovere la conoscenza della situazione in ingresso sul piano cognitivo  

    Obiettivi 

    •  essere in grado di acquisire consapevolezza del proprio percorso formativo

    •  individuare i propri punti di forza e debolezza

    Contenuti  

    •  test logico-matematici

    •  test socio-culturali

    Successivamente alla fase dell’Accoglienza il Progetto ha previsto:

    • Analisi dei test

    • Rilevamento dati

    • Valutazione

     4° Fase – Esami dei questionari. Rilevamento dati. Tabulazione degli stessi.

    Dal 18 settembre 2001

    Tempi: due giorni

    Destinatari  

    • consigli di classe

    Realizzatori

    • docenti Commissione accoglienza

    Finalità 

    • fornire ai consigli di classe elementi oggettivi di conoscenza della situazione in ingresso degli alunni sul piano  cognitivo

    Obiettivi  

    • creare le condizioni per le scelte didattiche a parte del consiglio diclasse attraverso la conoscenza dei punti di forza e debolezza degli alunni

    Contenuti 

    • elaborazioni dei risultati dei Test logico-matematici e dei Test socio-culturali

    I risultati coerenti con il quadro delle situazioni di partenza fornite dalla scheda di raccordo sono richiamati più avanti.

      

    Il nuovo progetto di intervento

     La scheda, predisposta dall'IPSIA di Frosinone attraverso un lavoro comune con gli insegnanti di 5 diverse scuole medie ed inviata nel mese di giugno 2000 a tutte le scuole medie di provenienza degli alunni iscritti per l’anno scolastico 2000/2001 (Allegati 5 e 5 bis), trattata statisticamente in modo completo, ha mostrato come l'elevata percentuale di alunni con anni di ritardo (i dati della provincia di Frosinone, relativi agli alunni nati nel 1987, in obbligo scolastico nel corrente anno 2001/2002, mostrano che oltre il 15 % degli stessi non è nella scuola secondaria superiore frequentando ancora le classi della scuola media) sia conseguente a carenze e limiti nell’area cognitiva e metacognitiva. La scheda ha consentito di stilare il profilo dell’alunno sulla base di alcuni indicatori relativi ai rapporti con i compagni e l’ambiente, all’impegno scolastico, alle abilità relative all’area della comunicazione (ascolto, comprensione, espressione, lettura, scrittura), alle abilità di osservazione, di calcolo, di applicazione delle conoscenze, di risoluzione dei problemi, di rappresentazione grafica e di applicazione nelle esercitazioni pratiche. In particolare si evidenziano problemi di capacità di porsi in rapporto con le attività di apprendimento centrate sull'ascolto e sulla comunicazione verbale.

    I dati rilevati dalle schede relative all’anno scolastico 2001/2002 (Allegato n.6) sono state del tutto confrontabili con quelle dell'anno precedente ed hanno confermato come la stragrande maggioranza degli iscritti alle classi prime, provenienti dalle scuole medie, si collochi ai livelli più bassi (Allegato 6 bis).

    L'analisi della situazione dell'anno scolastico 2001/2002 mostra un quadro del tutto coerente con quelli dell'anno precedente.

    Rispetto al numero di iscritti di febbraio 2001, frequentanti la III media, 13 alunni sono stati respinti agli esami pari al 7,4 % del totale. Dei 220 iscritti a settembre, alla classe prima, il 23,2% è stato costituito da ripetenti (51) dell’IPSIA stesso (17,3%) e di altre scuole (5,9%).

    Per l'a.s. 2001/2002 la distribuzione dei giudizi riportati al termine della scuola media dai 220 alunni iscritti a settembre dell'IPSIA conferma la situazione dell'anno precedente richiamata nelle premesse: 88,6 % degli alunni è stato promosso con giudizio sufficiente, il 7,7 % con giudizio buono, il 2,3 % con giudizio distinto, l'1,4 % con giudizio ottimo. Di questi 220 alunni il 49,1% è in obbligo scolastico, il 49,1% è in obbligo formativo (il 35,9% in ritardo di 1 anno, il 13,2% in ritardo di 2 anni), l'1,8 % è fuori dell'obbligo formativo (3 anni di ritardo). La percentuale degli alunni in ritardo nelle classi prime (50,9%) è di poco inferiore a quella dell'anno precedente (52,5%). Per gli alunni dell'indirizzo chimico biologico si conferma la presenza di gran lunga inferiore di alunni in ritardo pari al 19% (a.s. 2000/2001 pari al 24,1%)

    I risultati delle prove di ingresso relative a tre tipologie di competenze (ascolto e comprensione di un testo,  comprensione di un testo scritto, capacità logico matematiche) evidenziano l'assenza, per la maggioranza degli alunni iscritti alle classi prime, dei livelli individuati come necessari per poter seguire i percorsi di apprendimento che vengono attivati nella scuola. Solo relativamente alla comprensione di messaggi espliciti il 60,2% degli alunni ha mostrato di possedere le competenze necessarie. 

    In relazione alla situazione si è stabilito:

    1) Strategie di intervento:

    •  Progettazione modulare per competenze capitalizzabili e certificabili relativi agli ambiti:

      -linguistici

      -relazionali

      -logico-matematici

    •  Scelte metodologiche mirate a:

      » orientare

      » accogliere

      » ridurre il disagio

      » inserire

      » favorire l’apprendimento secondo i tempi e gli stili cognitivi dei discenti

      » promuovere il successo formativo

      » favorire la formulazione consapevole di un proprio progetto di vita per ogni singolo discente

    2) Progetti didattici

    in intesa con altre tre scuole e con tre enti di formazione professionale su: obbligo formativo e percorsi integrati (Allegato 7) per:

    • favorire una formazione individuale fondata sulla capitalizzazione dei crediti formativi spendibili negli ambiti e nei tempi scelti dagli allievi

    • certificare le competenze capitalizzabili e spendibili  nei due sistemi

    • favorire la possibilità di mobilità orizzontale e di rientri nei due sistemi

    • orientare e accompagnare il ragazzo nel percorso formativo scelto.

    A tal scopo nell'ambito del Progetto “INTEFORMA” sono state elaborate  alcune UFC ( ambito elettrico ed economico aziendale) della durata complessiva di 80 ore per la effettiva realizzazione del percorso integrato da effettuare nei mesi (in due settimane) di febbraio e aprile per gli alunni eventualmente da riorientare e/o intenzionati ad uscire dal circuito scolastico.

     

    3) Risorse impiegate per ridurre il fenomeno della dispersione:

    4)  Interventi sugli alunni “a rischio dispersione” :

    Obiettivo prioritario dell’ IPSIA  di Frosinone, che si avvale anche dell’utilizzo dell’organico funzionale,  è la realizzazione di interventi attraverso i quali si pensa di contrastare la dispersione

    E’ di seguito riportato è un profilo di riferimento che appare di tutta evidenza essere riferibile quasi esclusivamente ai maschi che oltre a rappresentare la stragrande maggioranza degli alunni dell’IPSIA sono la categoria maggiormente a “rischio di dispersione”. Tale dato è confermato dalla già citata percentuale di alunni nati nel 1987 della provincia di Frosinone che sono ancora nella scuola media (15% del totale dei quindicenni) che hanno uno o più anni di ritardo e per i due terzi sono maschi.

    Il profilo è stato definito attraverso il lavoro di più docenti, coinvolti in revisioni successive, a partire da una bozza definita analizzando gli esiti scolastici in rapporto a:

    • i dati relativi alle note disciplinari ed ai provvedimenti dei consigli di classe, della frequenza, dei ritardi, delle uscite anticipate, della partecipazione alle visite guidate e ai viaggi di istruzione, alle attività integrative ed ai corsi di recupero;

    • le schede di rilevazione dei comportamenti degli alunni durante gli intervalli e la pausa pomeridiana prima del rientro in un pomeriggio settimanale;

    • le schede individuali di raccordo con la scuola media (Allegati n.5 e 6).

    Il maggior contributo è venuto dalle osservazioni e dalle proposte dei docenti con esperienze di insegnamento nelle classi della scuola e dal confronto con i numerosi insegnanti di scuola media con i quali, nell'arco di due anni, si sono svolti gli incontri per la definizione della scheda di raccordo. Il profilo ha subito numerose modifiche prima di vedere la stesura proposta, non ha carattere definitivo e vuole essere uno strumento per il lavoro con gli alunni.

     

    Profilo di  alunno tipo “ a rischio dispersione” cui si fa riferimento nel programmare per le classi prime dell’IPSIA di Frosinone

    CARATTERISTICHE SOCIO-AFFETTIVE E RELAZIONALI DI INGRESSO

     ETA’ :   dai 14 ai 17 anni

    SCOLARIZZAZIONE

    • compra i libri con ritardo o non li compra affatto 

    • porta il materiale scolastico in modo irregolare

    • non scrive i compiti sul diario

    • esegue i compiti per casa sporadicamente

    • accetta con insofferenza le regole

    • arriva in ritardo senza giustificazione

    • si assenta senza giustificare e senza informare i genitori

    SOCIALIZZAZIONE

    • è ben disposto verso i compagni

    • colloquia agevolmente con chi condivide le sue aspirazioni e i suoi stessi bisogni

    • ha un modo di rapportarsi istintivo con i compagni: tende all’uso delle mani, al rapporto fisico, allo scherzo grossolano, a  prendere in giro

    • prende spesso come modello da seguire i ragazzi che sfidano l’autorità o che sono più forti fisicamente

    • assume un atteggiamento di sfida verso chi impersona l’autorità

    • polemizza e/o aggredisce chi lo riprende e/o gli fa notare il suo comportamento scorretto

    RAPPORTO CON LA SCUOLA

    • ha avuto esperienze scolastiche negative

    • sente un forte distacco tra i contenuti scolastici e le sue esperienze o conoscenze

    • vive la scuola come un obbligo

    • non dissimula il suo disinteresse per la scuola

    • è sfiduciato nelle sue capacità di apprendimento

    • pensa alla possibilità di andare a lavorare per guadagnare

    • non riesce a stabilire rapporti formali con l’insegnante      

    • vorrebbe instaurare con l’insegnante un rapporto “umano” per essere accettato e compreso in tutte le  sue problematiche                 

    • reagisce alla mancanza di un rapporto come lui desidera estraniandosi e/o  rafforzando comportamenti  scolastici negativi

    CARATTERISTICHE COGNITIVE DI INGRESSO

    METODO DI STUDIO

    • ascolta per breve tempo

    • si distrae spesso

    • si stanca facilmente

    • legge in modo stentato

    • possiede un lessico povero e per lo più dialettale

    • individua le parole chiave di un testo con difficoltà

    • sottolinea senza individuare le informazioni essenziali

    • memorizza le informazioni a breve termine

    COMPRENSIONE

    • comprende con difficoltà il significato centrale di una comunicazione

    • riferisce il contenuto di un testo stentatamente e con linguaggio inadeguato

    • ha difficoltà nei processi di astrazione

    ESPRESSIONE

    • parla prevalentemente in dialetto ed ha difficoltà ad esprimersi in italiano

    • esprime il proprio vissuto con brevi affermazioni, senza strutturare un discorso

    • è spontaneo ed immediato nelle asserzioni

    • nella discussione non considera il punto di vista ed i valori dell’interlocutore

    • scrive in modo scorretto dal punto di vista ortografico, sintattico e lessicale

    • usa la punteggiatura in modo improprio

    CALCOLO

    • esegue in modo scorretto le operazioni fondamentali           

    • non conosce e non sa operare con il sistema metrico decimale

    INTERESSI     

    • ha interesse per la musica

    • ha interesse per lo sport, in particolare il calcio e l’automobilismo

    • ha interesse per il computer

    • ha un’umanità spontanea e genuina

    • ha interesse per ciò che è reale e che può coinvolgerlo direttamente

    • considera il lavoro in modo positivo e molto spesso ha fatto esperienze di lavoro

    • è attratto dalla nuova tecnologia

       PROBLEMI

    • spesso fuma e non solo sigarette

    • spesso beve superalcolici

    • è ribelle verso l’autorità ed in particolare i genitori

    CARATTERISTICHE OPERATIVE IN INGRESSO

    • ha raggiunto un buon livello di sviluppo della manualità grazie ad esperienze maturate nel mondo del lavoro

    • si sente gratificato nel veder concretizzati i lavori compiuti in laboratorio

    • il più delle volte opera per tentativi senza prestare attenzione a quanto richiede la situazione e alle risorse di cui dispone

    • non è in grado di progettare e realizzare, né a livello personale né in gruppo, attività seppur semplici

    • utilizza gli strumenti funzionali alla realizzazione delle attività progettate solo per imitazione

    • è restio al rispetto delle norme antinfortunistiche

    In relazione al profilo tipo e alle condizioni di ingresso rilevate dalle schede inviate alle scuole e verificate ed aggiornate dopo la fase di accoglienza, al termine del primo quadrimestre e al termine delle lezioni, è stato previsto un percorso articolato in due fasi che ha riguardato tutti gli alunni di 3 classi prime (su 11 classi), 2 dell’indirizzo elettrico elettronico ed 1 dell’indirizzo meccanico termico. Alle tre classi hanno corrisposto altre tre classi, degli stessi indirizzi, alle quali sono stati somministrati gli stessi test di verifica per consentire il confronto dei risultati e la valutazione della sperimentazione.

    La prima fase, della durata di 12 settimane, è stata finalizzata al raggiungimento dell’obiettivo dell’attivazione di :

    • Capacità cognitive e metacognitive

    • Comportamenti relazionali propositivi e collaborativi

    • Interesse e motivazione

    • Autostima di sé

    • Rispetto delle regole

    Sono, di seguito, riportati i titoli dei moduli nei quali è articolato l’intervento:

    Modulo 1:      Impariamo ad ascoltare

    Modulo 2:      Impariamo a leggere

    Modulo 3:      Impariamo a scrivere

    Modulo 4:      Matematica per l’inserimento

    Modulo 5:      “Giochiamo” per imparare le parole del giurista e dell’economista

    Modulo 6:      Rispettiamo le regole nei giochi sportivi

    Modulo 7:      Relazionarsi

     

                I moduli sono stati svolti dai docenti delle classi, per l’intero orario settimanale (40 unità di insegnamento) nelle mattine e nel rientro pomeridiano senza modifica della durata complessiva dell’orario delle lezioni. I docenti ai quali sono assegnati i moduli, per le 12 settimane, hanno svolto le attività secondo un orario formulato in base alle esigenze del progetto ed hanno avuto un'articolazione che non ha modificato il numero di ore complessive sulle 12 settimane pur avendo un numero di ore settimanali nella classe diverso da quello previsto dall’ordinamento per le loro discipline di insegnamento. L’articolazione dell’orario è stata conseguente allo svolgimento dei moduli e non delle discipline. Per l’assegnazione dei moduli è stato individuato il criterio della funzionalità rispetto agli obiettivi ed alle attività da svolgere e non delle discipline di insegnamento. Appare evidente che la scelta sospende,  per la durata del progetto sperimentale, la tradizionale assegnazione alla classe sulla base della classe di concorso di insegnamento.

     

    I moduli sono stati progettati secondo il modello delle UFC di cui si fornisce un esempio

     

    UNITA’ CAPITALIZZABILE

    TITOLO

    Ascoltare

    UNITA’ CAPITALIZZABILE

    Utilizzare le tecniche dell’ascolto per comprendere il messaggio veicolato da un testo orale

    RISULTATO ATTESO

    Cogliere, prestando attenzione alla comunicazione verbale, non verbale e paraverbale, il messaggio veicolato.

    ATTIVITA’

    Focalizzare lo sguardo sull’emittente

    Ripetere le ultime parole ascoltate

    Individuare, in una comunicazione, termini non noti

    Fornire una spiegazione sul significato di un termine ascoltato ricavandola dal contesto e dalla mimica dell’emittente

    Ripetere, con parole proprie, il senso del discorso ascoltato

    Confrontare l’efficacia del proprio ascolto con quello dei compagni

    Redigere una scaletta sui contenuti principali

    Appuntarsi i termini non noti e porre domande all’insegnante per chiarirsi il significato

    AREA DI ATTIVITA’ ( per le competenze tecnico- scientifiche)

     

    COMPETENZE TRASVERSALI

    Essere in grado di:

    osservare con attenzione l’emittente

    ripetere testualmente le ultime parole pronunciate dall’emittente

    individuare ed appuntarsi sul quaderno di lavoro termini non noti

    fornire la spiegazione di un termine con l’aiuto del contesto

    ripetere quanto ascoltato con parole proprie

    associare il messaggio ascoltato ad altre conoscenze presenti nel proprio vissuto esperenziale

    costruire schemi lessicale ed aree semantiche e confrontarle con quelle dei compagni

    gestire le informazioni e schematizzarle

    UNITA’ FORMATIVA CAPITALIZZABILE

    PREREQUISITI

    Nessuno

    CONTENUTI

    Testi di diversa tipologia

    Testi multimediali

    MODALITA’ FORMATIVE

    Lezione frontale

    Lezione partecipata

    Cooperative learning

    Brainstorming

    STRUMENTI

    Materiale cartaceo

    Registratore

    Televisore

    MODALITA’ di VALUTAZIONE

    Osservazione del processo

    Gara dell’ascolto

    Parlare ed ascoltare

    Questionari

    Griglie lessicali

     

     

    TEMPI

    25 ore

     

    In relazione al modello utilizzato va rilevato come siano emerse alcune perplessità rispetto all’utilizzo di uno strumento che, pur apportando alla consapevolezza, alla unitarietà ed alla organicità della progettazione didattica un contributo positivo, nasce in un ambito, la progettazione di percorsi di formazione indirizzati al lavoro ed alla occupabilità, che fa ritenere  non del tutto funzionale e motivata la sua utilizzazione per la definizione di percorsi formativi indirizzati a competenze di base del tipo di quelle precedentemente descritte. In particolare si è discusso il problema del rapporto fra capitalizzazione e spendibilità delle competenze acquisite e certificazioni relative:

    • a soggetti con uno scarto negativo rispetto agli standard medi della loro età ma comunque in età evolutiva

    • a processi di attivazione e non di acquisizione/consolidamento di competenze

    • a parti non esaustive ed incomplete di curricoli

    • ad atteggiamenti che, pur definibili come competenze, non sono misurabili e valutabili attraverso strumenti tanto certi da consentire certificazioni

    La seconda fase, che riguarderà il resto dell’anno scolastico, prevede l’attivazione di un “percorso modulare” per sviluppare e potenziare le abilità cognitive, socio-affettive e operative attivate nella prima fase.

    La metodologia, nelle due fasi, è prettamente operativa; per favorire la partecipazione e la socializzazione si presentano agli allievi non delle mere informazioni da assimilare ma problematiche da risolvere con spirito d’iniziativa e partecipazione volte ad indurre l’allievo ad entrare in contatto con l’altro, con gli altri (docenti, alunni) e con la disciplina oggetto di studio.

    Pertanto si è fatto ricorso a strategie didattiche in cui l’allievo è centro del processo insegnamento/ apprendimento,  con un ruolo attivo nella costruzione del processo stesso (peer education; cooperative learning ….).

    I moduli prodotti, seppur diversi, si pongono come obiettivo prioritario l’acquisizione di competenze:

    • Cognitive e metacognitive

    • Comunicative e relazionali

    Nella realizzazione dei Moduli i docenti hanno ritenuto opportuno focalizzare l’ attenzione non solo sui “saperi” da far acquisire, ma anche, e con particolare rilevanza, sul “come” intervenire per motivare quanti fuggono dalla “scuola” perché frustrati dallo scarto che percepiscono fra il compito richiesto e la loro capacità di affrontarlo e dalla consapevolezza che gli stessi docenti appaiono non credere nelle loro possibilità di “farcela”. Con una attenzione quindi al rinforzo positivo dei comportamenti degli alunni coerenti con un “patto formativo” da rinnovare continuamente.

    Viste poi le difficoltà a gestire se stessi nei rapporti interpersonali, un ruolo importante è stato dato al “gruppo” (cooperative learning, peer education, brainstorming) come centro propulsore in cui nascono e veicolano idee e dove è possibile costruire la propria identità nel pieno rispetto dell’altro, degli altri e delle tante storie e dei pensieri di cui sono portatori. Pertanto il ruolo dell'insegnante è l'essere "un leader" centrato sul gruppo e sulle esigenze del gruppo stesso.

    Per quanto riguarda gli strumenti uno spazio e un ruolo importante è stato dato alla multimedialità, che oltre a consentire di far acquisire delle competenze specifiche, dà la possibilità di mettere in atto un vero e proprio intervento individualizzato e rappresenta, oltre che uno strumento ampiamente disponibile nell’IPSIA “G.Galilei”, anche un “oggetto” che attira in modo crescente l’interesse degli alunni indipendentemente dal livello di motivazione allo studio.  Ogni discente svolge l’attività secondo i propri tempi e i propri stili cognitivi, se commette un errore può facilmente “recuperare” e controllare attivamente il proprio processo di apprendimento, ed  è sicuramente meno frustante e più rassicurante. Senza nessuna forzatura se il docente, con consapevolezza, gestisce tale strumento, può realizzare un ottimo intervento di mastery learning e guidare l’allievo ad acquisire un vero apprendimento per la padronanza.

    Per gli alunni a rischio, per quei ragazzi che hanno alle spalle fallimenti in ambito scolastico, scarsa autostima di sé, o condizioni familiari e/o culturali condizionanti in modo negativo e che hanno assunto, come difesa, atteggiamenti ostili e aggressivi che, il più delle volte, si traducono in comportamenti introversi o devianti, “il gruppo” e, conseguentemente un clima positivo di sostegno socio - emotivo in cui tutti gli alunni sono stimati e apprezzati per quello che sono, può divenire una strategia vincente per fare “dell’aggressività” una risorsa da gestire nel gruppo stesso.

    Anche in questo caso è determinante il ruolo dell’insegnante, il quale, leader – centrato – sul gruppo e non sul programma, può far emergere, nel gruppo-classe, modelli accettabili di gestione dell’aggressività, lavorando sulla crescita relazionale del gruppo, partendo dal concetto che l’aggressività è legittima e che deve essere solo educata in forme socialmente accettabili.

    Per queste motivazioni, le strategie d’intervento ritenute più funzionali alla gestione di situazioni conflittuali risultano il Cooperative Learning e il Role Play.

    Per quanto riguarda gli studenti con scarso rendimento scolastico si ricorre allo STAD(1), tecnica questa che permette di utilizzare la potenzialità degli studenti dotati per migliorare il rendimento dei meno dotati.(Cooperative Learning a coppie).

     

    (1) Lo STAD o Student Team Achievement Divisions (squadre di apprendimento di gruppo) è  una delle tre tecniche più popolari del modello STUDENT TEAM LEARNING, uno dei tanti approcci del Cooperative Learning.  E' un metodo di apprendimento che prevede la competizione fra gruppi nel quale gli studenti, anche i meno bravi, vengono sfidati a migliorare le loro prestazioni. Tale metodologia di apprendimento è stata messa a punto da Slavin (1978,1986)

     

    Il modello operativo

    Le motivazioni di una scelta didattico – pedagogica

    Il progetto  precedentemente illustrato trova la sua giustificazione nel seguente Modello operativo “ Modello operativo – G. Galilei –“

    Il Modello operativo “G.Galilei”, qui proposto, ha come obiettivo prioritario il portare i discenti a padroneggiare strategie di lettura che favoriscano l’acquisizione di strutture mentali e di competenze trasversali trasferibili a situazioni d’apprendimento diverse e   applicabili nei vari ambiti disciplinari.

    La testualità è “l’oggetto-mezzo” attraverso cui, privilegiando una didattica metacognitiva, si riflette sulla lingua, sul linguaggio, sui linguaggi e, conseguentemente, sulla funzione comunicativa che ogni “linguaggio”, ogni “parola-chiave”, ogni simbolo assume nell’atto stesso del “Comunicare”.

    Conseguentemente il lavoro effettuato sui testi (narrativi, descrittivi scientifici, tecnici………) è stato la ricerca lessicale del significato del termine sul piano paradigmatico ( valore del termine nell’insieme delle esperienze possibili – Dizionario) e sul piano sintagmatico per comprendere quale significato assume quel termine in quel preciso contesto.

    Si è utilizzata, per una maggiore familiarizzazione del termine esplorato, una scheda lessicale ed è stato realizzato da ogni singolo alunno un vero e proprio glossario. Inoltre, su queste parole “portanti” e “importanti” sono state impostate diverse esercitazioni linguistiche.

    Va chiarito che il lavoro condotto sul testo, sul termine, sul linguaggio non è stato svolto “solo” dall’insegnante di Italiano, anche se il suo ruolo è stato prioritario, ma è stato effettuato da ogni singolo docente in quanto, se è vero che ogni disciplina possiede un proprio codice comunicativo da esplorare, da apprendere e conservare nella propria mappa cognitiva e, soprattutto, se vogliamo che i nostri discenti acquisiscano efficaci ed efficienti abilità e strategie per leggere, comprendere, apprendere e sistemare nella memoria a lungo termine quanto appreso, è necessario che ogni docente riservi, nella pratica didattica, una cura particolare all’educazione “linguistica” nell’apprendimento della propria disciplina sia essa scientifica che umanistica, partendo dalla comprensione di simboli e delle parole chiave nonché dai concetti fondanti della stessa.

    Per quanto riguarda il linguaggio matematico i docenti, considerate le rilevanti difficoltà degli alunni, hanno curato l'apprendimento della matematica, dei fatti e delle procedure che essa coinvolge attraverso una pratica didattica volta a far intendere e comprendere "il lessico" che essa utilizza, a curare in modo particolare l’aspetto operativo cercando di recuperare negli alunni la capacità di:

    • operare con i numeri interi e decimali;

    • utilizzare le proprietà  delle operazioni fondamentali;

    • riconoscere e costruire figure geometriche piane;

    • utilizzare le unità di misura ed effettuare conversioni;

    • leggere ed applicar formule;

    • realizzare ed interpretare tabelle e grafici.

    Pertanto, dato che al pari della lingua materna, la matematica si fa strumento di livello metacognitivo in quanto aiuta a raggiungere la capacità di controllo della comunicazione che veicola e, in questo senso, educa a comunicare, si è posta una particolare attenzione alla lettura, alla decodifica nonché transcodifica del linguaggio simbolico proprio della disciplina.

    Conseguentemente si è avuto cura di badare non tanto ai contenuti quanto alle competenze trasversali.

    Gli strumenti matematici e logici ai quali si è fatto maggiormente riferimento sono stati:

    • Linguaggi numerici (operazioni)

    • Linguaggio base della logica

    • Strutture formali elementari (confronti e relazioni)

    per

    • Sviluppare abilità logico - matematiche

    • Migliorare le abilità relative ai calcoli numerici

    • Velocizzare lo svolgimento dei calcoli          

    • Tenuto conto che la matematica è una disciplina che richiede molta applicazione e molte esercitazioni per acquisirne la padronanza, i discenti sono stati sottoposti a continue esercitazioni per acquisire quelle abilità - criterio poste al progetto.Ciò ha permesso, ad esempio, di condurre l’alunno alla riscoperta delle proprietà fondamentali delle operazioni senza però arrivare, in questa prima fase, alla loro rigorosa formalizzazione. 

    Il Modello operativo “G.Galilei” quindi ha spostato l’attenzione dai “contenuti” disciplinari verso gli aspetti del processo di apprendimento, ponendo al centro del suo intervento – azione non la “quantità di conoscenze” da immagazzinare passivamente, bensì le Competenze (abilità-criterio) da acquisire attraverso una serie di tematiche portanti, “di saperi essenziali”, di nuclei disciplinari fondanti da padroneggiare in modo consapevole e per continuare ad apprendere, nella piena consapevolezza che il processo di apprendimento non si esaurisce tra i banchi di scuola, ma è un long life learning.

    “La progettazione di un curricolo basato sui nuclei fondanti e sulle competenze può essere vista in analogia con la costruzione di una casa, in cui occorre gettare prima le fondamenta, poi fare il piano interrato, quindi il piano terra…….Le fondamenta sono le grandi competenze di tipo trasversale.” ( Curricoli per la scuola dell’autonomia- Nuova Italia).

    Nel modello operativo proposto e messo in atto il nucleo fondante è la testualità e, attraverso la corretta analisi di testi diversificati, si sono poste come competenze il:

    • saper ascoltare

    • saper leggere l’informazione veicolata da parole e simboli

    • saper comunicare

    • saper rappresentare

    • saper ragionare

    attraverso l’acquisizione e l’uso di determinate abilità e strategie (sottolineare; prendere appunti; utilizzare tecniche di annotazione; rappresentazioni grafiche….) per costruire “ le fondamenta su cui erigere, poi, un edificio solido e duraturo.

    In dettaglio

    • Punto nodale del modello è la trasversalità dell’educazione linguistica.

    • Punto centrale d’intervento è la testualità e i linguaggi specifici.

    • Elemento portante del modello sono le Competenze trasversali da fare acquisire per favorire un apprendimento stabile nei vari ambiti disciplinari.

    • Le aree di riferimento per la messa in atto del modello sono:

      •  linguistica ( studio lessicale; linguaggi settoriali; morfologia; sintassi; testi di diversa tipologia – espositivi, narrativi, letterari e non letterari, descrittivi…..)

      • rapporto tra lingua e logica

      • bilità di base transdisciplinari (lettura; sottolineatura; appunti; corretto uso dei segni  diacritici); costruzione di scalette, schede lessicali….. riassunto.

    • Le competenze trasversali poste dal Modello operativo “ G.Galilei “ sono:

      • leggere e decodificare testi di diversa tipologia

      • individuare il significato complessivo del testo

      • distinguere informazioni primarie e secondarie

      • suddividere il testo in paragrafi e titolarli

      • suddividere il testo in sequenze e titolarle

      • individuare il nucleo centrale del testo (Topic)

      • individuare le parole chiave

      • costruire una scheda lessicale

      • prendere appunti

      • costruire una scaletta

      • ricercare, schematizzare, rappresentare graficamente i concetti appresi

      • spiegare, descrivere, informare, comunicare con linguaggio appropriato allo scopo e al destinatario quanto acquisito

      • stilare un riassunto

      • relazionarsi all’altro

      • decodificare ed utilizzare  i linguaggi simbolici

      • porre domande pertinenti alle questioni affrontate

      • definire i caratteri di una questione

      • utilizzare i criteri di analogia e di confronto

      • decidere una soluzione

      • utilizzare linguaggi diversi affinché lo studente  possa dotarsi di una“cassetta degli attrezzi” cioè di quegli strumenti di studio capaci di dare ordine ed organizzazione a qualsiasi tipo di “Sapere”

    I contenuti del progetto sono

    • brani – stimolo diversificati dai percorsi multidirezionali.

    • testi tratti dai libri in adozione dai singoli docenti.

    • libro di testo in adozione delle singole discipline.

    • esercizi di logica e di calcolo

    Le strategie e le tecniche da utilizzare sono:

     

    1) Per una lettura funzionale.

    • Lettura orientativa- globale.

      »         silenziosa

      »         veloce, ma non superficiale

      »         attenta al titolo, ai sommari, alle immagini,

      »         alle note esplicative

         per cogliere il tema/argomento centrale del testo (Topic)

    • Lettura Rebus e Analitica (smontaggio del testo) per

      »         essere più attenta

      »         individuare e sottolineare i termini non noti, i termini   tecnici…

      »         individuare le sequenze

      »         cogliere le informazioni dalle sequenze

      »         cerchiare le parole chiave

      »         scrivere ai margini del testo titoletti riassuntivi

      »         individuare e seguire il filo del discorso ( uso dei connettivi e domande ponte)

      »         prendere appunti

      »         schematizzare le informazioni

      »         decodificare simboli

      »         transcodificare simboli

    •   Lettura approfondita per

      »           gerarchizzare le informazioni

      »           sistemare in un discorso organico e completo (utilizzando schemi, appunti……) le informazioni tratte dal testo

      »           concretizzare i concetti

      »           personalizzare gli argomenti

      »           approfondire i contenuti

      »           chiarirsi dell’efficacia del metodo di lavoro

      »           applicare quanto appreso

      »           esporre quanto appreso

    Questa strategia di lettura funzionale trae spunto dal Metodo Inglese SQR3 che di seguito viene rappresentato attraverso una mappa

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Legenda.

     

    • SURVEY – Guardare attentamente il testo ispezionandone ogni parte.

    • QUESTION – Porre domande al testo per dare uno scopo alla lettura.

    • READ – Leggere per comprendere il testo nel suo significato accompagnando la lettura con operazioni di evidenziatura e schedatura.

    • RECALL – Ricordare, Richiamare alla mente, a fine lettura, con una rielaborazione mentale rapida sulla base degli appunti presi.

    • REVISE – Rivedere, correggere, ripassare, sistemare le informazioni, attraverso le guide precedentemente effettuate ( schemi, mappe…).

     

    2) Per una scrittura funzionale:

    • prendere appunti

    • redigere schemi, grafici, mappe, scalette…

    • elaborare riassunti

    • codificare linguaggi simbolici

     

    3) Per un ascolto funzionale:

    • prestare attenzione

    • focalizzare l’attenzione sull’emittente

    • prendere appunti

    • discutere in gruppo

    • non prestare attenzioni ai rumori provenienti dal contesto

     

    4) Per una comunicazione funzionale (parlare)

    • esporre informazioni con l’uso di una scaletta  

    • discutere in gruppo

    • chiedere informazioni e chiarimenti

    • relazionare

         con linguaggio adeguato al contesto, allo scopo, e al destinatario

     

    La metodologia che si è adottata :

    Lezione frontale per

    • richiamare i prerequisiti

    • sollecitare la partecipazione

    • fornire informazioni sul tema/argomento da affrontare

    • esplicitare gli obiettivi

    • riorganizzare il lavoro effettuato.

    Lezione partecipata per

    • coinvolgere il gruppo classe allo svolgimento dell’U.D.

    • stimolare l’interesse

    • attivare l’attenzione

    • acquisire abilità comunicative.

    Brainstorming per
    • sollecitare l’attenzione
    • motivare - stimolare il gruppo classe, il singolo discente alla partecipazione
    • sviluppare autostima

    • dare la parola a tutti

    • sviluppare l’immaginazione creativa e produrre molte idee

    • costruire mappe concettuali

    Strategie di tipo euristiche finalizzate a sviluppare capacità di Problem Solving

    Peer Education  per

    • stimolare il lavoro di gruppo

    • accettare le idee altrui

    • discutere

    • chiedere e dare aiuto

    • trovare soluzioni condivise

    • negoziare decisioni

    Cooperative Learning  per

    • stimolare la collaborazione

    • accettare l’aiuto di chi è  più competente

    • discutere, confrontare decisioni

    • acquisire un apprendimento cooperativo

    • trovare soluzioni condivise

     

    Tali scelte metodologiche prestano attenzione  alla

    a)      Didattica metacognitiva attenta

    • alle modalità e ai tempi naturali di apprendimento del singolo

    • ai bisogni e alle attese degli studenti

    • alle strategie cognitive

    • al processo di apprendimento

    • alle competenze

    b)   Didattica a carte scoperte che espliciti

    • ogni intervento

    • le scelte effettuate

    • le competenze da acquisire

    • le difficoltà

    • le modalità di lavoro

    • i tempi a disposizione

    • il tipo di verifica

    • i criteri di valutazione

    • l’errore, sottoponendolo ad analisi.

    Pertanto i docenti delle singole discipline, consapevoli della portata educativa e formativa del proprio intervento hanno lavorato per :

    • rendere chiari i concetti fondanti della propria disciplina

    • familiarizzare il lessico di base

    • chiarire la struttura del testo in adozione

    • definire gli obiettivi-metacognitivi del percorso

    • privilegiare la comprensione

    • analizzare l’errore

    • valorizzare il lessico specifico - settoriale  attraverso un’attenta analisi linguistica condotta sul materiale scolastico su cui i discenti si devono confrontare.

    • discutere e chiarire con il gruppo classe le proprie scelte, le proprie decisioni, i propri comportamenti.

    Gli strumenti da utilizzare sono:

    • testi di diversa tipologia;

    • libri di testo in adozione dai docenti delle diverse discipline;

    • materiale cartaceo;

    • quaderno di lavoro individuale/di gruppo;

    • personal computer

    Nel Modello operativo “G.Galilei” il computer assume un ruolo educativo e formativo importante. Questo strumento versatile e stimolante è utilizzato per incentivare l’acquisizione delle abilità metacognitive poste a fondamento del modello stesso.

    Il word processor, non è solo un programma di scrittura, come solitamente si pensa, e quindi utilizzabile solo per scrivere un testo e poterlo manipolare nelle sue diverse fasi (stesura, correzione ortografica, sostituzione automatica di parole…),  ma è utile anche per “manipolare testi” allo scopo di far acquisire e potenziare abilità di lettura e di comprensione dei testi stessi.

    Tale programma, infatti può essere utilizzato per

    • leggere un testo e individuare il messaggio centrale

    • leggere un testo e individuare, attraverso segni grafici, termini non noti, scientifici, tecnici….

    • presentare allo studente un testo i cui paragrafi non sono ordinati secondo una scansione logica e chiedere allo studente stesso di individuarne la corretta scansione

    • chiedere allo studente di eliminare dal testo le parti inutili per elaborare un nuovo testo, più breve, in cui siano presenti solo le informazioni principali

    • individuare in un testo le sequenze e, in un’altra finestra titolarle. Servirsi poi di queste per elaborare un riassunto

    • scrivere un testo sotto dettatura ed autocorreggere eventuali errori

    • ricercare informazioni su Internet usando parole chiave e altri accorgimenti per una ricerca funzionale

    • scrivere e leggere un messaggio

    •     leggere un ipertesto

    Fasi di attuazione

    In sintesi il progetto contro la DISPERSIONE è stato realizzato secondo le seguenti fasi

    • Analisi della situazione: individuazione dei bisogni.

    L’IPSIA “G.Galilei” ha effettuato un'indagine sul piano cognitivo, metacognitivo e socio-culturale, degli alunni iscritti nell’anno scolastico 2001/2002 attraverso:

    • Analisi dei dati raccolti dalle schede di raccordo scuola media 1° grado e scuola media 2° grado (Progetto continuità)

    Questa ha assunto, soprattutto quest’anno per la sollecitudine con cui sono stati forniti i dati, un’importanza didattico-educativa  per la scuola da cui proviene l’alunno (vista la maggiore attenzione che pone all’alunno, ai suoi bisogni, ai suoi crediti) sia per la scuola che  lo ha accolto che ha avuto così la possibilità di conoscerne per tempo le caratteristiche relazionali, cognitive e metacognitive. Dall’analisi dei dati è emerso con chiarezza che gli alunni iscritti alle prime classi sono privi di strumenti culturali adeguati; non possiedono strategie di studio; possiedono un vocabolario talmente povero da compromettere la comprensione di ciò che ascoltano e che leggono; anche le abilità logico matematiche non sono adeguate al nuovo itinerario didattico

    • Analisi dei dati emersi dall’ Accoglienza

    I dati dell’indagine confermano quanto emerso dalla scheda di raccordo con la scuola media inferiore. I dati ricavati dai test somministrati durante il periodo dell’accoglienza  confermano quelli ricavati dalle schede della scuola media. La situazione relativa agli strumenti culturali-operativi è in presenza di un ambiente socio-culturale poco stimolante  con un patrimonio culturale familiare ridotto (il 19 % di genitori possiede la licenza elementare, il 50 % la licenza media, il 25 % è in possesso di un diploma di scuola superiore; l' 87 % dei padri è operaio , il 54 % delle madri è casalinga; il 43% degli alunni dichiara di non leggere mai libri, il 79 % legge il quotidiano solo qualche volta).

    • Inserimento

     Interventi su tre classi prime : 2 del settore elettrico elettronico, 1 del settore meccanico-termico; altre 3 prime degli stessi indirizzi sono state prese come riferimento. La scelta è rappresentativa della distribuzione dell'intera popolazione della scuola con esclusione dell'indirizzo chimico-biologico che ha un solo corso. I criteri adottati per la formazione delle classi e la loro applicazione consentono di considerare del tutto confrontabili i due gruppi per composizione numerica, caratteristiche cognitive, comportamentali e socio economiche. L'analisi delle schede delle scuole medie e dei risultati dei test dell'accoglienza hanno confermato tale confrontabilità.

     

    Periodo 12 settimane (dal 18 settembre al 12 dicembre)

     

    Attività

    • ascolto

    • prelettura

    • lettura  globale-orientativa

    • lettura analitica

    • uso del dizionario

    • sottolineare

    • prendere appunti

    • costruzione di una scaletta

    • esercizi di logica

    • esercizi di calcolo

    • codifica, decodifica e transcodifica dei linguaggi verbali e simbolici

     

             Il progetto “Inserimento” ha coinvolto  tutti gli insegnanti del consiglio di classe, per il convincimento che il recupero dell’abilità dell’ascolto, del leggere, del parlare e dello scrivere non sono e non devono essere affidate solo ed esclusivamente all’insegnante di Italiano. Tutti i docenti hanno perseguito, attraverso azioni comuni e condivise, i medesimi obiettivi formativi, visto che le abilità poste a recupero sono prerequisiti indispensabili per ogni disciplina di studio. I docenti  "hanno sospeso il programma”. In questa prima fase non è stato tanto importante il “contenuto” da acquisire, ma il fornire agli studenti quegli strumenti necessari per apprendere con successo. Ne consegue che la “disciplina” è stata “usata” non per l’acquisizione di “mere conoscenze”, ma come “palestra”, per usare una metafora, ove gli studenti si “allenano” ad esercitare le abilità cognitive e metacognitive, nonché relazionali ed acquisirne la padronanza.

    Il progetto ha previsto itinerari didattici programmati e condivisi per quanto riguarda la scelta

    • dei materiali

    • di strategie d’intervento

    • degli spazi

    • degli strumenti

    • dei tempi 

    Alcuni moduli del percorso formativo e alcuni dei materiali didattici prodotti ed usati nelle varie U.F.C.  sono riportati in allegato (Allegato 9).

    •  Verifica dei risultati della fase di Inserimento

     

    Per la verifica dei risultati raggiunti nel segmento formativo” Inserimento ” e per poter disporre di un numero significativo di dati, il gruppo di Progetto ha ritenuto opportuno somministrare una serie di 3 batterie di prove, come strumento per la verifica dei risultati raggiunti dagli allievi e della validità del percorso formativo proposto.

    Le 3 prove sono state somministrate alla fine del percorso Inserimento, dopo 12 settimane dall’inizio della sperimentazione. Esse hanno avuto  lo scopo di verificare l’acquisizione delle  abilità sondate durante l’accoglienza e su cui si è lavorato durante la fase dell’Inserimento e cioè

    1)      ascolto e comprensione di un testo verbale

         a)      messaggio esplicito ed implicito

     

    2)      comprensione di un testo scritto

        a)      comprensione lessicale

        b)      messaggio esplicito

        c)      messaggio implicito

        d)      ordine logico cronologico

     

    3)      logico–matematiche

        a)      decodificare il linguaggio dei simboli e delle parole in un contesto significativo

        b)      effettuare mentalmente, in situazione di lettura, stime di grandezza

        c)      effettuare ragionamenti di tipo induttivo e deduttivo

     

    Le tre prove sono state graduate secondo difficoltà crescente e tutte e tre sono state costruite per sondare il grado di raggiungimento delle abilità criterio poste all'intervento stesso. Tutte mirano all’osservazione del raggiungimento delle stesse abilità. Le prove, strutturate, sono composte con items a risposta multipla, del tipo vero/falso, frasi a completamento, corrispondenze

     

    Le prove relative a tutto l’intervento hanno avuto le seguenti scadenze e caratteristiche:

    prova di ingresso –Accoglienza- 14 – 15 – 17  settembre

    prove terminali del progetto - Inserimento:

    1^  prova                     13 dicembre 2001- stessa  difficoltà del test di ingresso

    2^  prova                     15 dicembre 2001- difficoltà superiore rispetto al test di ingresso

    3^  prova                     17 dicembre 2001- stessa difficoltà della 2^ prova

     

    I docenti impegnati nella sperimentazione, che si sono occupati della valutazione, nella produzione delle prove hanno tenuto conto:

    • della situazione in ingresso degli allievi

    • degli obiettivi previsti dal progetto Inserimento

    • della programmazione  relativa alle attività della fase Inserimento

    • dei materiali usati nella realizzazione di percorsi previsti dalle UFC

    • dei tempi a disposizione

    Prima della somministrazione alle 3 classi coinvolte nella sperimentazione le prove sono state testate su una classe di 3^ media. Le stesse prove, con le stesse modalità, sono state somministrate contemporaneamente  alle 3 classi non sperimentali prese come campione di riferimento

    Successivamente alla somministrazione delle prove si è proceduto all’items analysis

    I risultati delle prove strutturate sono stati raccolti ed elaborati con un software costruito sulla base di quello già in uso presso l’IPIA di Frosinone per la valutazione delle prove strutturate per l’esame di qualifica.

    Per la valutazione sono state stabilite le seguenti fasce:

    Competenza raggiunta= punteggio compreso tra il 70% ed il 100%

    Competenza parzialmente raggiunta= punteggio compreso tra il 50% ed il 69%

    Competenza non raggiunta= punteggio < 50%

    I risultati sono riportati nella Tabella.(Allegato 10)

    Alla fine dell’a.s. sarà effettuata una ulteriore verifica, attraverso la somministrazione di prove analoghe per osservare l’eventuale cambiamento rispetto ai dati sulle abilità criterio sulle quali si è lavorato nella fase dell’inserimento.

    Le prove, insieme ai risultati conseguiti dagli allievi, costituiscono uno strumento di riferimento per la valutazione del percorso formativo seguito e un elemento su cui riflettere per potenziare i punti forza ed individuare i punti di debolezza della progettazione, delle strategie usate, dei materiali usati o prodotti.

    Le  tre prove sono presentate in allegato (Allegato 11) e per ognuna sono riportati:

    • i tempi e le modalità di svolgimento delle prove

    • alcuni consigli per gli alunni per lo svolgimento della prova 

    Tutte le attività sono state seguite dal gruppo di progetto che ha osservato il processo nel suo attuarsi, formalizzando gli interventi, registrando gli esiti, prendendo decisioni. Il gruppo di progetto si è riunito più volte e nella fase di progettazione  e in quella di realizzazione osservando le variabili in gioco.

    Durante la realizzazione della fase inserimento, oltre i consigli di routine, si sono tenuti  3 incontri dei tre consigli di classe riuniti sia per seguire l’andamento didattico delle tre classi sia per discutere dei punti di forza e di debolezza del progetto:

    1^ incontro- 12 settembre 2001

    ·          presentazione del progetto

    ·          organizzazione dei docenti per la produzione di materiali non ancora approntati

    2^ incontro – 5 novembre 2001

    • analisi della situazione in itinere

    • problemi emersi:

      • difficoltà da parte di alcuni docenti a lavorare sulle abilità;

      • assenze numerose degli alunni che non hanno permesso la realizzazione di quanto previsto;

      • il non aver inteso, da parte di qualche docente, che il percorso “Inserimento” è un percorso di recupero  che non è possibile prevedere al suo interno un ulteriore percorso di recupero;

      • i tempi di utilizzo dei materiali predisposti sono apparsi sottodimensionati rispetto a quelli effettivamente necessari con una conseguente impossibilità di impiegare tutti i materiali predisposti;

      • alcuni docenti hanno lamentano l'insufficienza dei materiali messi a disposizione;

      • non è stato adeguatamente previsto il tipo di lavoro da far svolgere a casa agli studenti.

     3^ incontro 15 gennaio 2002

    • analisi di dati ricavati dai test finali

    • confronto tra i dati in ingresso ed i dati in uscita

    • valutazione da parte dei consigli di classe

    • definizione del percorso per le proposte per l'anno scolastico in corso e per il prossimo

     

    I risultati dell'intervento

    I risultati dell’intervento didattico

    I risultati dell’intervento didattico (Allegato 10) sono stati valutati in una riunione del gruppo di progetto e dei tre consigli di classe sulla base  di una elaborazione delle risposte fornite dagli alunni delle sei classi coinvolte nell’insieme delle prove di verifica predisposte da alcuni docenti del gruppo di progetto. Gli altri docenti del gruppo di progetto e dei consigli di classe non hanno conosciuto le prove prima della loro somministrazione. La valutazione dei risultati è stata effettuata sulle percentuali degli alunni, delle classi nelle quali è stato attuato l’intervento, che hanno acquisito le competenze, che le hanno raggiunte parzialmente e che non le hanno raggiunte. Tali dati sono stati confrontati con quelli corrispondenti alla situazione verificata nell' accoglienza e con gli esiti delle prove delle classi assunte come riferimento.

    I risultati delle prove terminali e quelli dell'accoglienza sono stati ritenuti confrontabili quanto ad abilità misurate ed a strumenti di rilevazione utilizzati. La possibilità del confronto è stata migliorata escludendo alcuni risultati dell'accoglienza che non apparivano omogenei per gli strumenti di rilevazione utilizzati e per la definizione delle abilità. Va precisato che i docenti hanno espresso la valutazione che le prove di uscita fossero "più difficili" di quelle di ingresso in conseguenza del fatto che le prove somministrate nella fase di accoglienza intendevano non scoraggiare gli alunni. E' stata esclusa dall'elaborazione dei risultati la terza prova relativa alla comprensione di un testo scritto per la quale i risultati ottenuti sono stati negativi per tutte le classi e per la maggioranza degli alunni.

    I dati delle classi nella quali si è attuato l’intervento programmato mostrano, rispetto all’accoglienza, un aumento della percentuale di alunni che possiedono completamente le abilità valutate, una diminuzione della percentuale di alunni che hanno mostrato di possedere parzialmente le abilità valutate ed una diminuzione degli alunni che mostrano di non possederle (con esclusione della comprensione di un testo scritto nella quale sono aumentati gli alunni che non hanno acquisito le competenze ).

    In assoluto i risultati non appaiono soddisfacenti rispetto all’obiettivo dell’attività che intendeva portare tutti gli alunni, o almeno la maggioranza, al possesso delle abilità necessarie ad affrontare efficacemente gli apprendimenti previsti dagli ordinamenti per il primo anno.

    Nelle classi non coinvolte nella sperimentazione le percentuali degli alunni che mostrano di possedere interamente o parzialmente le abilità sono diminuite rispetto all’accoglienza e sono inferiori rispetto a quelle delle classi sperimentali.  Il confronto fra i due gruppi mostra che per il gruppo coinvolto nella sperimentazione dell’intervento didattico la percentuale di alunni che hanno raggiunto completamente l’obiettivo è più alta. Nel caso della comprensione del testo scritto è doppia e quasi doppia per le capacità logico matematiche. Mentre per il gruppo sperimentale la percentuale degli alunni che non ha raggiunto gli obiettivi è inferiore al 50%, per il gruppo non sperimentale la percentuale è intorno al 60% per la comprensione del testo scritto e per le capacità logico matematiche.

    Il confronto dei risultati del gruppo sperimentale con quelli degli alunni di terza media (appartenenti ad una classe ritenuta rappresentativa dell'insieme degli alunni  della scuola) mostra che alunni con due anni di scuola media completati (a novembre gli alunni hanno da poco iniziato il loro terzo anno) evidenziano relativamente ad ascolto e comprensione di un testo verbale e a comprensione di un testo scritto il possesso di competenze ad un livello sostanzialmente equivalente rispetto agli alunni del gruppo sperimentale. Migliori appaiono invece le capacità logico matematiche mostrate dal gruppo di alunni della scuola media.

    Il confronto dei risultati degli alunni della scuola media con il gruppo di alunni non coinvolto nell'intervento didattico mostra un livello peggiore per tutte le competenze.

    Per una valutazione del significato dei risultati è opportuno considerare che la differenza di età media fra gli alunni del primo anno dell'IPSIA "G.Galilei" di Frosinone e gli alunni della terza media, per quanto richiamato nella presentazione del contesto della ricerca intervento, non è di un anno arrivando a quasi due anni.

    Nella riunione di valutazione il gruppo di lavoro ha condiviso l’affermazione che il "Progetto Inserimento", prima parte del "Progetto Dispersione", abbia avuto un esito positivo, anche se ha espresso la consapevolezza di dover intervenire sul progetto per individuare percorsi, tempi e strategie più consoni ai ritmi ed agli stili di apprendimento di quei discenti il cui processo di apprendimento appare più lento.

    Per la registrazione degli esiti in itinere è stato utilizzato un registro sperimentale realizzato da alcuni docenti della scuola. Questo prevede una scheda personale per ciascun allievo su cui è possibile riportare il livello di competenza raggiunto in ambito cognitivo e metacognitivo. Nella stessa, inoltre, sono presenti indicatori che riguardano gli obiettivi comportamentali ed il metodo di studio. Il registro è corredato da griglie di valutazione relative alle competenze, al voto di condotta e da una scheda di sintesi che segue la classe nel suo percorso di apprendimento.

    Nel Progetto non è stato previsto il recupero delle competenze non acquisite nel corso delle attività essendo tutto il percorso progettato come recupero delle competenze necessarie ad affrontare con migliori possibilità di successo il primo anno del corso di studi.

     

    L’evoluzione del progetto e la partecipazione dei docenti

    Alcune perplessità iniziali e il non unanime convincimento di tutti relativamente alla necessità prioritaria di dotare i discenti di "una cassetta degli attrezzi" prima di affrontare i contenuti previsti dalla programmazione didattica ordinaria ha, inizialmente, creato delle difficoltà alla messa in atto del progetto così come questo era stato pensato e progettato dal gruppo di lavoro. Il problema della diversa base culturale, delle diverse esperienze professionali dei  docenti impegnati nella sperimentazione, ha rappresentato una difficoltà iniziale nella progettazione della fasi di produzione di materiali e nella produzione stessa.

    Nel corso dell'esperienza sono emerse alcune difficoltà:

    • di liberarsi  del fardello del programma e di lavorare per competenze

    • nel reperire e produrre materiali adeguati

    • a mantenere alta la motivazione dei docenti

    • derivanti dalla scansione temporale delle lezioni

    • nel gestire la diversificazione delle attività didattiche di classi parallele

    • derivanti dal tempo necessario per l’individualizzazione

    • il fusso di informazioni ed in particolare la socializzazione degli elementi di conoscenza degli alunni

     Una limite significativo è rappresentato dal fatto che i docenti rimangono fortemente ancorati alla disciplina trovando difficoltà nel formalizzare le competenze da far acquisire in modo trasversale.

    Gli incontri, le discussioni, una maggiore attenzione ai bisogni dei singoli, un lavoro più attento e metodologicamente impostato sui bisogni stessi, nonché l'atteggiamento e le perfomances osservate negli alunni nel corso del processo insegnamento/apprendimento hanno ridotto le perplessità iniziali e motivato di più i docenti nell'attività.

    La partecipazione è stata molto attiva e ricca di contributi critici. La valutazione collegiale finale ha evidenziato l’esigenza di aumentare il grado di partecipazione per incrementare la condivisione dei fini, la coesione dei docenti ed il grado di omogeneità dei comportamenti nelle attività.

    Il lavoro comune ha rappresentato una buona occasione di scambio e di confronto e ha motivato all’acquisizione ed all’approfondimento delle competenze professionali relativamente al modello di lavoro per competenze.

    La valutazione delle risorse impiegate, pur non ancora del tutto compiuta, evidenzia che nelle attività di progettazione e produzione di materiali sono stati impegnati 3 docenti con funzioni obiettivo ed altri docenti per un numero di ore di lavoro, comprensive anche dei consigli di classe straordinari, superiore a 500. Per la retribuzione del personale impegnato si è fatto ricorso ad un'integrazione del finanziamento ricevuto, a carico dei fondi della scuola e pari al 33% di quello ricevuto. Va rilevato che l'esistenza nella scuola dell'Organico Funzionale ha contribuito in maniera decisiva a rafforzare la motivazione dei docenti che hanno visto nell'Organico Funzionale di istituto una prospettiva concreta di possibile riorganizzazione della didattica in funzione dei bisogni degli alunni.

      

    Le ipotesi di lavoro

    Alla data attuale sono in corso le seguenti attività:

    •  POTENZIAMENTO per le classi in cui si è avviata la sperimentazione. Detto intervento mira a potenziare quanto acquisito nella prima fase e, nel contempo, mette in atto percorsi individualizzati per recuperare gli alunni ancora in difficoltà.

    •  Dal 20 al 26 febbraio 2002 è stato attivato un percorso modulare articolato in  U.F.C. della durata complessiva di 40 ore, per l’acquisizione di competenze nell’ ambito elettrico. Detto percorso, progettato e realizzato in insieme ad altre 3 scuole e a 3 enti di formazione professionale, per rispondere concretamente a quanto richiede la normativa sull’obbligo scolastico e sull'obbligo formativo, è stato rivolto agli alunni delle classi prime che hanno mostrato, nel momento della valutazione quadrimestrale, di essere intenzionati ad uscire dal circuito scolastico e quindi a rischio di dispersione. Hanno seguito le attività 19 alunni dei quali 1 proveniente da un'altra scuola del comune. Dei 19 alunni, tutti frequentanti le classi prime (provenienti da 7 delle 11 prime della scuola),  6 sono in obbligo scolastico (nati 1987), 12 in obbligo formativo (nati 1986 (10) e nati 1985 (2)), 1 fuori dell'obbligo (nato 1984). Dei 19 alunni 4 sono ripetenti e 2 sono in situazione di handicap (1 psicofisico e 1 auditivo). Alla fine dell’intero intervento (suddiviso in U.F.C. per 80 ore) ai discenti sarà rilasciata una certificazione delle competenze capitalizzate che potranno essere spese nel sistema dell’Istruzione Professionale e della Formazione Professionale. Occorre sottolineare che il lavoro fatto, nell’ambito del progetto denominato ”INTEFORMA”, (in collaborazione con l’IPSIA “ Nicolucci” di Isola del Liri, l’ I.P.S.S.C. “Einaudi” di Sora, l’I.T.G. “ Nervi” di Sora, con gli Enti di Formazione professionale: CFPR di Sora, INNOVA di Frosinone, IAL di Frosinone, con gli assessorati all’istruzione, alle politiche del lavoro, alla formazione della Provincia di Frosinone e con il Provveditorato agli studi di Frosinone) per la predisposizione di UFC, rappresenta una esperienza positiva, un riferimento utile per la progettazione per competenze ed una prospettiva per acquisire nuove competenze  professionali.

    Considerate le perplessità di alcuni docenti ad attivare strategie didattiche volte prioritariamente all’acquisizione di competenze trasversali e valutata l'importanza del sapere effettuare scelte metodologiche per quell’alunno, per quella classe, per quella determinata situazione didattica e per il conseguimento di quelle specifiche competenze poste come obiettivi del percorso di insegnamento/apprendimento,  il gruppo di progetto, per l'a.s. in corso, ha predisposto:

    • una proposta di aggiornamento e formazione sulla gestione della comunicazione, sul mastery learning, sul problem solving, sul cooperative learning per fornire ai docenti competenze pedagogico-didattiche e/o potenziarle, nonché competenze relazionali per gestire al meglio il lavoro da svolgere in team

    • le seguenti attività:

             »   Riunione congiunta dei docenti del Gruppo Accoglienza e del gruppo Dispersione Obiettivi:

    • migliorare il coordinamento  delle due le attività

    • esaminare i materiali prodotti evidenziando i punti di forza e di  debolezza

    • individuare e condividere le abilità criterio da monitorare

            »    Progetto Accoglienza: 4 incontri da effettuarsi dal mese di febbraio al mese di maggio

                 Obiettivi:

    • individuare il coordinatore per l’ a.s. 2001/2002

    • individuare un gruppo ristretto per la produzione di test di ingresso

    • organizzare i tempi didattici

    • individuare i docenti da impegnare nella messa in atto del Progetto  stesso 

            »    Progetto Dispersione: 5 incontri da effettuarsi dal mese di febbraio al mese di marzo

                 Obiettivo:

    • individuare gruppi ristretti per la preparazione dei materiali

    • individuare un gruppo ristretto (docenti non impegnati nella produzione dei materiali) per la costruzione delle prove da somministrare in ingresso e alla fine del percorso “ inserimento

    »    Preparazione delle verifiche da sottoporre alla fine dell’a.s. agli alunni delle classi in cui si è svolta la sperimentazione nell’a.s. 2001/2002 e alle classi prese come campione di riferimento

    Per il prossimo a.s.

    • si condivide unanimemente la valutazione che si debba ancora lavorare con un approccio sperimentale che non coinvolga la generalità delle classi.

    Il percorso interno agli organi collegiali dovrà prevedere una valutazione formale dei  consigli di classe e del collegio dei docenti e la definizione di una proposta per il prossimo anno scolastico che confermi come centrale l’intervento di adeguamento delle competenze degli alunni delle classi prime. 

    • Sono state individuate alcune questioni da affrontare che prevedono possibili

            alternative:

    1. la produzione di materiale strutturato e definito/la precisazione delle metodologie e degli strumenti da utilizzare

    2. l’aumento del numero delle classi coinvolte/ il mantenimento dello stesso numero/ la riduzione del numero di classi

    3. l’incremento della durata dell’intervento nelle classi/la riduzione/il mantenimento dello stesso tempo

    il mantenimento del coinvolgimento di tutti i docenti del consiglio di classe nell’attività di insegnamento nella fase inserimento/ la riduzione del numero di docenti impegnati

    1. l’incremento delle risorse destinate professionali ed economiche al progetto/ mantenimento /riduzione

    2. l'individuazione e l'indicazione della riduzione della percentuale di insuccessi  in rapporto alla media degli ultimi tre anni (non ammessi alle classi successive, abbandoni senza intraprendere altri percorsi formativi) da porre come obiettivo verificabile degli interventi in un arco temporale almeno triennale

    3. l'individuazione e l'indicazione dell'incremento dell'indice di conservazione (rapporto fra alunni qualificati/diplomati e alunni iscritti al primo anno) come obiettivo verificabile degli interventi in un arco temporale almeno triennale

    Le scelte saranno effettuate dopo un approfondimento dell’analisi dei risultati e sulla base di una proposta motivata al collegio dei docenti che dovrà tenere conto anche delle risorse disponibili (organico funzionale, fondo dell’istituzione scolastica ed altre risorse economiche) e dettare linee di indirizzo per orientare le scelte del consiglio di istituto e del dirigente scolastico, relativamente alle risorse, per sostenere adeguatamente il progetto.

     

    Indice degli allegati

    Allegato n° 1 - esiti scolastici

    Allegato n° 2 – dati promozioni con debito e corsi di recupero

    Allegato n° 3 – dati sulla interpretazione del fenomeno della dispersione

    Allegato n° 4 – provenienza territoriale e di scuola

    Allegato n° 55 bis - scheda di raccordo scuola media (a.s.2000/01)

    Allegato n° 6- 6 bis - scheda di raccordo scuola media (a.s.2001/02)

    Allegato n° 7 – intesa tra Scuole e Enti di Formazione Professionale

    Allegato n° 8 – P.O.F.

    Allegato n° 9- esempi di moduli

    Allegato n° 10 – risultati prove finali del percorso " Inserimento"

    Allegato n° 11 – prove finali



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    Sito aggiornato in data 04/02/2012
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